IL SINDACO

        Gab.Sind. 174

 

  Nei giorni scorsi è apparsa la notizia che sono stati confiscati beni immobili al Sig. Angelo Prisinzano, evidenziando in modo scorretto che sono state colpite le “famiglie mafiose di Castelbuono” .

Il Sindaco Mario Cicero nel 2006 ha scritto una lettera inviandola ai giornali in cui dichiarava che era orgoglioso di vivere in una Comunità senza Mafia.

Convinto di quanto affermato, nel 2006, dichiaro che a Castelbuono non esistono famiglie mafiose.

 A tal proposito ritrasmetto la nota allegata a tutti i giornali.

 

Castelbuono 26..03.2010

 

 

                                                                                                 Il Sindaco

                                                                                              Mario Cicero

 

 

IL SINDACO

         Gab\Sind.709.     

 

 

Sindaco…orgoglioso di vivere in una comunità senza mafia.

 

            Non sono un esperto o uno studioso del “fenomeno mafia”, sono soltanto un cittadino della comunità castelbuonese che ha per passione il fare politica, impegnato ormai da diversi anni nella società cercando di dare il  mio contributo alla crescita del comprensorio, collaborando con tutti quelli che, in modo singolo o organizzato, hanno agito per arginare qualsiasi fenomeno di delinquenza sia minore sia mafiosa. Inoltre, avendo negli ultimi anni rivestito sotto diversi ruoli il compito di Amministratore della cosa pubblica, ritengo di poter rendere una testimonianza e nello stesso tempo di rispondere alla domanda fatta dal direttore Maiorana sul numero 18 del 15/11/06 del periodico l‘Obiettivo.

            Il tutto rafforzato dal fatto che, proprio nella veste di Sindaco, ho l’obbligo intellettuale e morale di garantire e di tutelare l’immagine del paese che amministro su delega popolare.

            Non entro nel merito del titolo “Mafia anche a Castelbuono?” e dei contenuti dell’articolo: i lettori possono da soli dare un giudizio e commentare l’obiettività di chi lo ha concepito. Io sicuramente avrei composto sia il titolo sia l’articolo in modo giornalisticamente più completo, entrando nel merito della questione senza fuggire o, peggio ancora, scaricando ad altri il compito di dare risposte ad un tema così delicato. Da quello che noto in altri giornali e giornalisti, infatti, chi si occupa di questi temi cerca sempre di entrare nel merito delle questioni, di andare in profondità e di aiutare a leggere i fatti in modo tale che i lettori e l’opinione pubblica possano avere il conforto e una lettura reale dei processi che interessano il proprio territorio.    

            Ma capisco che quello non è giornalismo,<< il giornalismo vero è quello di mettere negli articoli non la cronaca, ma il proprio umore più o meno condizionato da propri stati di malessere personale>>.

Ed allora, se questo è il livello, al fine di evitare di dare spazio a interpretazioni e a una lettura distorta e approssimativa della realtà, voglio precisare alcune cose fondamentali e importanti per il presente e per il futuro del nostro paese. A Castelbuono non esistono famiglie mafiose, a Castelbuono non vi è mafia, mi dispiace per il Direttore Maiorana, ma io la penso così.

            Le giro la domanda: Lei, che si ritiene un attento, scrupoloso e Obiettivo osservatore, ha visto atteggiamenti mafiosi dentro la comunità di Castelbuono? Ha sentore di imprenditori che pagano il pizzo o sono taglieggiati dal racket? Quando ha realizzato delle interviste o ha evidenziato alcuni virtuosi percorsi imprenditoriali ha avuto percezione che la mafia avesse infilato i sui tentacoli nella società castelbuonese? O forse Lei aveva il “prosciutto negli occhi”? Ci chiarisca se il Signor Prisinzano Angelo abbia condizionato qualsiasi scelta economica o politica in questa comunità!

Se Lei è a conoscenza di fatti o di vicende gravi ne dia contezza ai lettori e agli organismi preposti con la giusta dovizia e precisione piuttosto che lanciare illazioni non si sa quanto fondate o, peggio ancora, di servirsi di slogan o dell’ “io l’avevo detto”! Non ritengo deontologicamente corretto liquidare un tema di tale gravità riportando una notizia della stampa estera e commentando con battute più o meno ironiche notizie tanto gravi.

La Castelbuono che entrambi amiamo non merita questo.

E allora, senza moralismi di facciata, ribadisco che nella cultura castelbuonese non si  annida una mentalità mafiosa; a me non sono mai arrivate pressioni mafiose sulle scelte politico-amministrative: questo posso testimoniare. Castelbuono ha sempre reagito positivamente a tutte le iniziative concrete che sono servite a creare una coscienza di rispetto delle regole e di contrasto a qualsiasi  fenomeno degenerativo della vita democratica, e lo dimostra tutta la vicenda che ha coinvolto il nostro comune negli anni 1989/1992.

            Voglio inoltre assicurare i cittadini e gli imprenditori che da parte dell’Amministrazione Cicero vi è massima attenzione e vigilanza: non consentiremo alcun fenomeno deviato e deviante che possa condizionare la crescita armonica e rispettosa della democrazia e l’affermazioni delle regole a Castelbuono: chiedo alla politica, alle organizzazioni di categorie, ai sindacati e alle associazioni culturali  di prendere posizione in tal senso.

            Tutto ciò pur nella consapevolezza che la mafia esiste e condiziona purtroppo interi territori della Sicilia e del Mondo,  influenzando scelte politiche,  che, per sconfiggerla, bisogna coinvolgere le coscienze e principalmente le nuove generazioni in un modello di vita sostenibile dove i soli valori siano il rispetto degli ultimi, la solidarietà sociale tra generazioni e la voglia di creare un domani dove tutti possano costruire il proprio futuro senza distruggere i beni comuni.

            Direttore,  si impegni ad aprire un confronto con le comunità del comprensorio delle Madonie, mettendo a nudo le pesanti problematiche che attraversano il mondo dei giovani (alcool, droga, la voglia di apparire e non quella di essere, la sfrenata corsa ad avere tutto, l’inconsapevole arroganza del più forte); coinvolgiamo i genitori che sempre più si sono arresi a fare il loro dovere, prima che sia tardi e qualche tragedia colpisca le nostre comunità.

            Il Sindaco, il genitore Mario Cicero c’è. Non mi tirerò indietro consapevole come sono che questa società ha bisogno di regole etiche, chiare che sappiano mettere al centro solo valori alti come il rispetto degli altri.

            La mafia si combatte anche così perché se un popolo ha come unico valore le ville lussuose, le macchine potenti, i cellulari e la vita senza regole etiche e morali, quel popolo dell’oggi uccide il futuro degli altri.

            Nell’azione amministrativa ho cercato di mettere al centro i valori del lavoro, dell’umiltà, dell’essere più che dell’apparire e il valore della famiglia, intesa come cellula, che forma gli uomini e le donne che governeranno il  domani  della nostra civiltà.

Questa è la mia formazione maturata anche per la fortuna che ho avuto di crescere e di vivere in una comunità come quella di Castelbuono culturalmente consapevole, vivace e soprattutto sana.

 

Castelbuono li 24.11.2006.

                                                 Il Sindaco Mario Cicero